Cercando un luogo dove trascorrere un fine settimana assieme ai nostri bimbi, abbiamo scoperto un piccolo paradiso posto a pochi chilometri dalla caotica città di Aosta. La Val d’Aosta è una regione dalle mille sorprese non solo per il fatto di essere il regno delle vette tra le più alte d’Europa, ma anche perché possiede numerose località poste a poca distanza dal fondovalle che sanno regalare, a chi frequenta la montagna, grandi emozioni.
Non stiamo parlando delle alte vette dominate dai ghiacciai, ma di quelle cime che molte volte vengono snobbate in quanto scompaiono di fronte alle loro sorelle maggiori. La montagna non è, infatti, il mondo esclusivo degli alpinisti o dei grandi camminatori, ma è anche un universo alla portata di tutti e al cui interno si celano mille segreti che solo la curiosità e la voglia di conoscere ed esplorare possono rivelare. Il luogo non è facile da individuare sulle carte perché si confonde con i numerosi toponimi indicati, anche la sua posizione, ad un primo esame, non sembra essere di particolare rilievo. Niente di più sbagliato! Il rifugio Chaligne sorge su una stupenda balconata naturale davanti alla quale si apre una schiera di vette tra le quali ne emergono, prepotenti, alcune che superano i 4000 metri, come la gigantesca cupola del Grand Combin con i suoi satelliti. Ma le sorprese cominciano già con l’avvicinamento…
Far camminare i bambini in montagna non è cosa sempre facile, ben lo sanno tutti i genitori che, come noi, si trovano ad affrontare i capricci e la svogliatezza dei nostri “teneri virgulti” che, annusata la difficoltà, si nascondono immediatamente dietro a mille problemi.
Ma qui la natura e la bellezza dei luoghi aiuta a superare i primi ostacoli. Infatti lasciata l’auto presso il posteggio ci si incammina lungo una stradina sterrata che attraversa, in leggera salita, i meravigliosi pascoli di Mendey, mentre davanti a noi spicca l’inconfondibile sagoma della Pointe de Chaligne. Si continua a salire per un paio di tornanti immersi nel profumo delle erbe di pascolo fino ad arrivare all’alpeggio omonimo dal quale si continua, ancora in leggera salita, fino ad arrivare ad un evidente quadrivio. Da qui, indicazioni per il sentiero 3°, si devia a destra e si prosegue fino ad incontrare, dopo poco, una mulattiera posta sulla nostra sinistra e che inizia all’altezza di uno stupendo e gigantesco rovere che porta su di sé i segni degli anni trascorsi. Ora il sentiero lascia i pascoli e costeggia una zona caratterizzata da bellissimi larici sparsi sino a raggiungere nuovamente la pista sotto l’alpeggio di Roncaille.
Le mucche che pascolano attorno all’alpeggio sono un nuovo stimolo di richiamo e attenzione per i più giovani che trovano così nuovi elementi con cui distrarsi. Assieme alle mucche si riprende la strada ponderale per lasciarla subito dopo, circa 150 m, seguendo le indicazioni che ci portano sul sentiero che risale verso il bosco costeggiando una ringhiera in legno. Ora il paesaggio cambia totalmente e si entra in un magnifico e fresco bosco di conifere, in particolare larici ed abeti rosso, che si risale integralmente lungo un piccolo vallone che, tenendoci a sinistra, ci reimmette nuovamente sulla strada sterrata. Davanti a noi si aprono nuovi pascoli e una vista che spazia fino alle montagne poste lungo l’orizzonte. Proseguendo su sentiero si incrocia la strada più volte e si prosegue in direzione sud, la si incrocerà altre due volte. Quando la strada percorsa inizia a stancare i nostri giovani montanari ecco che la salita inizia a diventare più lieve sino ad incontrare per l’ultima volta la strada che porta alla nostra che da qui è finalmente visibile. Percorrendo un ultimo tratto di strada sterrata si arriva infine al rifugio Chaligne dopo aver superato un dislivello di circa 400 metri ed un tempo che, per camminatori normali, è stimato in circa un’ora.
L’arrivo al rifugio ha per i bimbi un effetto rivitalizzante, vuoi perché sanno di aver finito di sopportare mamma e papà e le loro idee strampalate, ma soprattutto perché davanti al rifugio è stato realizzato un piccolo laghetto pieno di trote immerso in un prato di un verde acceso. Davanti a noi sorge il rifugio Chaligne, una stupenda ristrutturazione di una tipica baita di montagna in pietra e legno che si adatta perfettamente all’ambiente circostante. Altrettanto vale per l’alpeggio che sorge ai suoi piedi formato da una lunga e bassa stalla, in grado di ospitare alcune centinaia di mucche, e dalla casa dei pastori Attorno a queste due strutture sorge un fitto bosco di conifere che verso valle si apre su un vasto panorama dal quale emerge a 360° gradi l’inconfondibile vetta del Cervino. Ma le sorprese non sono finite perchéad attenderci sulla soglia del rifugio è la minuta e simpaticissima Moira Henriet, architetto, che dopo aver collaborato a vari progetti internazionale ha deciso di confrontarsi con una nuova sfida, quella di gestore di rifugio, sfatando così uno dei più radicati e profondi miti delle montagne. Partita nel 2003 con la ristrutturazione del rifugio di famiglia, ne è rimasta letteralmente folgorata così da dichiarare che “Pensavo di darlo in gestione, ma me ne sono innamorata e ho scelto di farne un vero lavoro!” Dalla passione di Moira per la sua montagna e dalla sua sensibilità professionale, apre nell’estate del 2006 il rifugio Chaligne, un rifugio “di design” perfettamente integrato con le architetture pre-esistenti, attraverso un ampio recupero di materiali locali. Perfino gli arredi sono stati realizzati con legname derivato in parte da lavori di bonifica nella zona e trattato con prodotti eco-compatibili. Infatti particolare attenzione è stata posta da Moira all’aspetto eco-ambientale e al rispetto dell’architettura preesistente. Il rifugio è dotato di pannelli solari per garantire un’ecologica produzione di acqua calda nonché l’integrazione del sistema di riscaldamento nei periodi meno caldi. Gli interni sono arredati con gusto e amore per la tradizione locale. A disposizione degli ospiti sono proposte diverse tipologie di camere tutte con servizi privati. In totale il rifugio è dotato di 36 posti letto suddivisi in 2 camere da 6 di cui una agibile a portatori di handicap; una camera da 4; una camerata da 14, anch’essa agibile a portatori di handicap, e un’area di bivacco invernale con 6 posti letto. Il rifugio è dotato di un’eccellente cucina che propone piatti e prodotti della tradizione valdostana creati con prodotti caseari degli alpeggi attivi nella zona. Moira ha fatto propri gli obiettivi del progetto Interreg “Una montagna di Rifugi”, promosso da Valle d’Aosta e Savoia francese, che intende valorizzare, proponendo i rifugi come strutture di accoglienza rivolte a un pubblico famigliare, la bellezza delle montagne e le tradizioni locali. Tutto ciò con proposte alternative ed innovative a quelle classiche di un rifugio come corsi di yoga, di cucina, attività per i bambini”. Un modo per integrare il “mondo cittadino” a quello “montano” avvicinando i due mondi, così apparentemente diversi tra loro, utilizzando canali di comunicazione facili e noti a tutti. Altre peculiarità da segnalare del rifugio sono la simpatica sauna ricavata da un vecchio crotto preesistente e la dutchtub, una minipiscina trasportabile di produzione olandese che sposa l’ecologia mediante la produzione di acqua calda attraverso un bruciatore a legna. Grazie alla sua particolare posizione geografica, il rifugio Chaligne si trova al centro di una rete di sentieri che permettono agli ospiti di osservare e conoscere l’ambiente e le attività locali. Infatti dal rifugio si possono effettuare diverse passeggiate, di varia difficoltà, sia verso gli alpeggi, seguendo itinerari guidati che permetteranno agli ospiti di meglio conoscere la realtà rurale della zona; sia verso i boschi circostanti ricchi, come in genere in tutta la Valle del Gran San Bernardo, di varietà faunistiche e floristiche con aspetti del tutto particolari rispetto alle altre valli valdostane. La morfologia stessa della testata della valle consente a varie specie di mammiferi di fruire di comodi accessi per migrazioni dalla confinante Svizzera. Ad esempio alcuni nuclei di animali, come i cervi, si sono ben insediati nel versante italiano. Anche per quanto concerne l’avifauna si possono invece osservare, soprattutto nel passo primaverile e quello autunnale, delle specie del tutto inconsuete per il settore alpino.
Dal rifugio partono direttamente numerosi itinerari escursionistici che raggiungono numerose vette della zona o che si collegano alle Alte Vie Valdostane. Tanto per citare alcuni nomi, dal rifugio è possibile raggiungere direttamente la Pointe Chaligne (2607 m), il Passo Tardiva (2410 m), la Cresta Tardiva (2380 m), il Mont Fallère (3090 m).
Tra le varie escursioni indicate si segnala la salita alla Pointe Chaligne che è un bellissimo balcone panoramico che sovrasta Aosta e che dal rifugio risulta un percorso breve, facile, poco faticoso ed adatto anche ai bambini. Per salire alla punta sono possibili vari percorsi, la nostra proposta percorre un giro ad anello che attraversa numerosi ambienti montani che vanno dal bosco al pascolo alpino e che offre numerosi splendidi panorami. Per compiere tutto il giro ad anello occorre calcolare circa 5-6 ore, pause incluse. Dal rifugio si prende il sentiero che corre alle spalle della stalla sottostante e che entra nel bosco. Dopo un primo tratto in salita si segue un saliscendi che attraversa tutto il bosco fino ad arrivare ad un’ampia radura. Seguendo le indicazioni si prosegue nel bosco che risale il versante montuoso fino a raggiungerne il limite sommitale. Il sentiero è sempre ben evidente e facile. Usciti dal bosco si sale verso i pascoli del Tsa de Metz (2270 m circa). Si attraversano i bellissimi e pianeggianti pascoli seguendo le indicazioni sulle rocce fino ad arrivare al bivio che conduce alla vetta. Da questo si prosegue verso sinistra, attraversando una zona acquitrinosa, e si segue il versante montuoso fino a raggiungere l’ampia sella del Col de Metz (2486 m). Da questo si prosegue verso destra lungo l’ampia e comoda cresta erbosa che su tracce di sentiero sale in pochi minuti, alla vetta posta a 2607 metri di quota. La vetta è contrassegnata da una grande croce che domina il paesaggio. Da qui il panorama é stupendo: la vista può abbracciare il massiccio del Rosa, il Cervino, la Valpelline, tutto il circo di By col Grand Combin e il Velan, la Valle del Gran San Bernardo, l’Emilius, il gruppo del Gran Paradiso e tutta la piana di Aosta. Dalla cima volendo è possibile proseguire lungo la cresta, in direzione nord, fino al Col Tardiva (2410 m) e da qui scendere all’alpeggio della Tsa Chaligne (2230 m), splendido alpeggio dove pascola una delle più numerose mandrie della Valle d’Aosta, con percorso facile, ma piuttosto ripido. Oppure è possibile scendere allo stesso alpeggio rifacendo la via di salita al contrario. Dall’alpeggio si segue il tracciato sui pascoli che porta fino ad un guado dal quale, deviando a destra, si raggiunge un impluvio. Si prosegue lungo la cresta prima seguendo una striscia di larici e quindi entrando nel bosco dove il sentiero torna ben visibile. Sempre proseguendo in discesa il sentiero esce proprio di fronte al rifugio Chaligne. A questo punto è doveroso concedersi una pausa ristoratrice presso il rifugio prima di proseguire verso il fondovalle assaggiando i magnifici dolci preparati giornalmente oppure gustando un ottimo piatto della tradizione valdostana.
Si ringrazia per l’ospitalità e la collaborazione Moira Henriet.
COME RAGGIUNGERLO E INFO TECNICHE
Località: Alpe Chaligne (1943) – Gignod- Valle d’Aosta
Villaggio più vicino: Buthier
Massiccio: Mont Fallere – Pointe Chaligne
Accesso: a piedi o in mountain bike – 1.15 h da Alpe Mendey (segnavia 3A)
Responsabile: Henriet Moira
Telefono: 3483366924
Sito internet: http://www.chaligne.com, e-mail info@chaligne.com
Telefono:+39 3483366924
Apertura: giugno-settembre
Disponibilità: 36 posti letto
ACCESSO
Dall’uscita del casello autostradale di Aosta Est si prosegue seguendo le indicazioni per il Traforo del Grand San Bernardo (SS 27). Si superano gli abitati di Variney e Gignod sino a raggiungere il villaggio di Condemine. Poco oltre si svolta a sinistra in direzione Buthier. Si prosegue superando i villaggi di Grand-Buthier (Champloresal) e Petit-Buthier (Clemencey). Superato quest’ultimo si segue un tornante a destra e si raggiunge un alpeggio, si percorre ancora un breve tratto di strada, si risalgono un paio di tornanti fino a raggiungere un parcheggio riconoscibile per i pannelli segnaletici e per il divieto di proseguire con l’auto. Da qui a piedi o in MTB.
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