Anche l’Europa può vantare la sua foresta tropicale pluviale, si trova in Svizzera, a Zurigo, 11.000 metri quadrati di Madagascar, sulle boscose colline a trenta minuti dal centro città, che già da anni ospitano uno zoo che si estende su 27 ettari, la cui filosofia è essere il tramite fra l’uomo, gli animali e la natura. Nel 2006 lo zoo ha avuto 1.6 milioni di visitatori. Si chiama MASOALA ovvero L’OCCHIO DELLA FORESTA in malgascio. Piante ed animali tropicali sono protetti dal clima freddo europeo da una tensostruttura trasparente, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla plastica (teloni di teflon, etilene-tetrafluoroetilene, sorretti da tubi in alluminio) coprono il tutto. L’isolamento è assicurato da tre teli che si presentano come grandi cuscini riempiti d’aria, larghi 3,9 metri e lunghi 55. Un quarto telo è stato steso sulla cima della struttura per proteggerli dalla grandine.
La vita di questa foresta tropicale “europea” si sviluppa a una temperatura che va dai 17 ai 35 gradi, con un’umidità del 65 per cento.
Un sistema altamente tecnologico raccoglie l’acqua piovana e la mette in circolo purificata. La precipitazione annua è di 2.200 millimetri all’anno, che corrisponde a una precipitazione media di 6 millimetri al giorno. Si fa piovere due volte al giorno per dieci minuti, alle 7,30 del mattino ed alla sera. Ogni volta vengono rilasciati 55 mila litri d’acqua.
Le sue dimensioni: larghezza 90 metri; lunghezza 120 metri; altezza 30 metri; superficie 11 mila metri quadrati; superficie delle coperture del tetto 14.000 metri quadrati, volume 200.000 metri cubi. Il tutto è costato 52 milioni di franchi svizzeri. Una cifra ragionevole per il più grande ecosistema in serra al mondo.
Le alte temperature necessarie per fare vivere la foresta tropicale in inverno e l’aria per il raffreddamento durante l’estate, sono ottenute con bassi consumi energetici, sfruttando il legname ricavato dalle foreste attorno a Zurigo.
La costruzione iniziata nell’inverno del 2002, fu aperta al pubblico il 30 giugno 2003. Milioni di persone hanno visitato Masoala, sia per provare l’emozione di attraversare una foresta tropicale facendo la conoscenza dei timidi lemuri e dei camaleonti, sia per rendersi conto di persona della complessità dell’ecosistema e del perché in natura queste foreste sono così fragili quando vengono depauperate dei grandi alberi che sono la loro impalcatura e linfa vitale. Le foreste pluviali tropicali sono in regresso non solo in Madagascar ma, purtroppo, in tutto il mondo. Vuoi per ottenere facili introiti dalla vendita di legname pregiato e di conseguenza avere terreno libero per le piantagioni di palma da olio, per coltivare il riso ed altre piantagioni industriali di ogni tipo di vegetale di apprezzabile valore commerciale. La materia prima che si ricava da una foresta pluviale quando si abbatte è il legname di alberi secolari (non certamente pioppi o abeti del ciclo vitale di una decina d’anni) e quindi appartengono a un ecosistema non rinnovabile a breve termine. Dimostrazioni di danni geologici irreversibili sono presenti in tutta la fascia equatoriale dove sono state smantellate le foreste pluviali.
Alex Rubel, direttore dello zoo di Zurigo, assicura che in questa foresta i suoi abitanti, vegetali ed animali, vivono in uno stato di benessere che non li porta certo alla loro estinzione, anzi, molti animali si sono riprodotti e gli alberi hanno dato fiori e frutta.
In natura sono molte le specie che si sono estinte quando sono entrate in contatto con l’uomo. Per esempio, nel 1648 un viaggiatore francese della Compagnia delle Indie, Etienne de Flacourt, descrisse un uccello gigantesco, con zampe elefantiache, senza ali e che deponeva uova gigantesche. L’animale classificato Aepyornis sp., elefante uccello, si estinse ben presto nel Diciassettesimo secolo, per l’intensa caccia a cui fu soggetto in Madagascar. Una ricostruzione di esso è in una delle sale attigue alla zona ristoro.
Lo zoo di Zurigo partecipa per il 25 per cento al progetto di conservazione della foresta naturale Masoala in Madagascar, riconosciuta dall’Unesco patrimonio naturale mondiale, acquisendo in tal modo lo status di territorio protetto riconosciuto in tutto il mondo E questo grazie all’attenzione dedicata a Masoala dalla Wildlife Conservation Society in collaborazione con lo zoo di Zurigo. Inoltre il 2 per cento di tutti gli introiti dell’attività commerciale dello zoo, dalla ristorazione all’oggettistica artigianale malgascia, va al progetto educativo delle scuole dell’isola che insistono sul territorio del parco.
La foresta pluviale zurighese è composta da più di 400 specie di piante (in Madagascar, 5.500 specie, 80% endemiche). Quando fu aperta al pubblico nel giugno 2003, furono messe a dimora circa 17 mila piante, soltanto lo 0,5% non sopravvisse il primo anno. Venivano piantate in continuazione felci, orchidee e piante acquatiche. La diversità delle specie piantate fu ampliata con le pianticelle ottenute dalle sementi importate dai vivai autoctoni. Nel primo anno furono piantate 2400 pianticelle ottenute dai vivai Masoala dello zoo. Alla fine del 2004 sotto l’ampia struttura di plastica vivevano 4700 piane e pianticelle del Madagascar. La foresta cominciava a prendere forma e diventare intricata e lussureggiante. Oggi conta circa 20mila esemplari. Per non depauperare la Masoala originale molte piante sono state importate dal sud e sud est asiatico, in alcuni casi sono specie molto vicine a quelle del Madagascar, alcune piante sono state acquistate dai vivai della Florida (Usa), Thailandia e Malesia. Le specie più esotiche verranno in futuro importate dal Madagascar per sostituire quelle non autentiche.
Camminando per i sentieri si possono ammirare nell’umidore della foresta alberi giganteschi e fiori straordinari come l’orchidea cometa, il fiore pipistrello, la pervinca del Madagascar, estremamente velenosa e dalla cui radici e foglie si estraggono antitumorali per combattere la leucemia e cancri linfatici.
Ciò che sorprende maggiormente i visitatori sono gli animali:mammiferi,uccelli, rettili, anfibi, farfalle, insetti, pesci. In questa arca di Noé del XXI° secolo, nulla è stato dimenticato per ricreare il perfetto ecosistema pluviale equatoriale. L’animale simbolo del Madagascar, il lemure, ti spia con i suoi grandi occhi rotondi pieni di sorpresa dal folto della vegetazione, mentre sta lappando il fiore zuccherino del banano.
Il Madagascar, pur essendo vicino all’Africa, non ha tutti gli animali che ci sono sul continente. Per esempio non ci sono i tipici predatori
africani: leone, leopardo, cane salvatico. Non ci sono ungolati: antilope, gazzella, giraffa, zebra, rinoceronte, ippopotamo (quest’ultimo forse estinto da tempo). Mentre alcune specie endemiche sono molto rappresentate: lemuridi, proscimmie con abitudini notturne, che marcano il loro territori con una ghiandola odorifera. Differiscono dalle scimmie per la struttura del corpo , per il naso umido e per una terza palpebra che può coprire gli occhi. E’ una membrana opaca che ricopre gli occhi quando sonnecchiano o si prendono cura della propria pelliccia.
La distruzione delle foreste va di pare passo con la riduzione delle specie di lemuri. Alcune sono già estinte, di esse si conservano solo gli scheletri. E’ estinto il Paleopropithecus. Avvenne quando i primi uomini si installarono sull’isola circa 1500 anni fa: si estinsero 16 specie. Nel Masoala zoo vive e si riproduce il lemure dalla pelliccia rossa. Ancora oggi molte specie e sottospecie di lemuri vengono cacciate dalle popolazioni locali per la loro carne. Altre specie endemiche sono:
una particolare riccio (tanrec) di cui la popolazione è ghiotta; i couas, uccelli rari, alcuni estinti, i sauridi (gechi e camaleonti) e la rana Mantella.
L’isola del Madagascar conta 290 specie di rettili, 250 di anfibi, 200 di uccelli e circa 120 specie di mammiferi. A Masoala zoo ci sono più di 40 specie diverse di vertebrati, metà dei quali uccelli, circa 300 individui. Già dal primo anno molti uccelli hanno nidificato e
prolificato: la pernice del Madagascar, l’alzavola Berner, l’anatra di Heller, l’ibis crestata e tanti altri ancora. Il mondo acquatico ha i suoi abitanti nelle lagune, ruscelli e cascate. Gli invertebrati e tanti altri insignificanti ma utili insetti, completano l’opera tipica dell’ecosistema che dalla putrefazione, dopo un lungo processo di trasformazione, nasce la vita. Purtroppo la foresta non è visitabile di notte quando tutti gli animali notturni, dagli anfibi ai lemuri, fanno sentire il loro canto.
Masoala zoo potrebbe essere la “prova di vita” su un pianeta extraterreste.
Lo zoo di Zurigo è aperto 365 giorni all’anno, la foresta pluviale Masoala dalle 10 alle 18 da marzo a ottobre e dalle 10 alle 17 da novembre a febbraio.
Info: Ufficio del Turismo Svizzero di Milano 02-76013118 oppure www.myswitzerland.com o direttamente www.zoo.ch.
(Testo di Pia Bassi – Ag. Luisa Molteni)
Condividi su Facebook
|